Cagliari
- Cura
- Bistecca di cavallo e di manzo, alla piastra
- Posologia
- 450 grammi con contorno
Da assumere seduti, con una birra grande a fianco.
Corso Vittorio Emanuele II 124 · Stampace, Cagliari
Pub, birreria e bisteccheria. Uno dei locali storici di Cagliari, da oltre vent’anni.
“Un tappeto di bucce di noccioline è una nostra caratteristica.”
Aperto tutti i giorni dalle 17:00 alle 02:00
Si entra da una porta piccola sul Corso e la sala prosegue in fondo: pareti azzurre, tavoloni di legno consumato, bandiere di mezzo mondo appese al soffitto e un’insegna di legno dipinta a mano con il nome sopra la testa. Niente arredo da catalogo, niente carta stampata a colori. Ci si siede, si ordina, si socializza.
Noi abbiamo la cura per tutto
Il cartellone all’ingresso è alto quanto una persona ed è scritto a mano come la ricetta di un dottore: da una parte il problema, dall’altra la cura, di fianco la posologia. Dica pure che cosa le fa male.
Da assumere seduti, con una birra grande a fianco.
Se la nostalgia è forte, si passa al bufalo.
Le mani sporche fanno passare quasi tutto.
Nessuno è mai uscito di qui più giù di come era entrato.
Il nervoso passa alla seconda forchettata.
È scritto così sul cartellone, in fondo alla lista.
Il cartellone vero, quello all’ingresso, è più lungo di così: cambia con le stagioni e con quello che c’è in cucina. Per la lista completa e per i prezzi si passa, si guarda e si chiede.
Le noccioline arrivano al tavolo senza che nessuno le ordini e non finiscono mai. Il guscio non va nel piatto, non va nel tovagliolo e non va nel cestino: va in terra, dove col passare della serata diventa un tappeto che scricchiola sotto le scarpe. Chi prova a essere ordinato viene richiamato.
Gusci per terra: 0
Il Foghorn’s è prima di tutto una birreria: artigianali sarde, tedesche di frumento, ale britanniche e irlandesi, lager e stout. Alcune stanno alla spina, la maggior parte in bottiglia dentro i frigoriferi dietro il bancone. Se non sa da dove cominciare lo dica al banco: le chiedono che cosa beve di solito e le mettono in mano qualcosa di diverso.
I birrifici dell’isola sono di casa qui: bottiglie che a Cagliari si trovano in pochi posti, con i nomi e le etichette che si riconoscono al volo.
Le birre di frumento nel bicchiere alto e il boccale da un litro. Quando arriva la stagione dell’Oktoberfest il Corso davanti alla porta si riempie di bandierine bianche e blu.
Britanniche e irlandesi, dalle IPA amare alle stout scure e cremose. Sono quelle che fanno cambiare idea a chi dice che la birra non gli piace.
Il vetro pesante con la maniglia, pieno fino al collo. Si ordina in due e si finisce da soli.
Lo Springbok prende il nome dalla gazzella sudafricana, simbolo di quel paese. Due strati che non si mescolano: sotto il verde della menta, sopra la crema. Si beve in un colpo, dal bicchierino con lo stelo verde, e si ordina a giri interi per tutto il tavolo.
È uno shot che conoscono in tutti i continenti. A Cagliari, però, lo si beve qui e basta: è il locale dello Springbok da prima che diventasse una moda.
“Uno per uno, e nessuno resta fuori.”
La cucina lavora fino a tardi e non fa finta di essere quello che non è: porzioni vere, cotture semplici, materia prima dell’isola. I taglieri arrivano su un foglio di pane carasau grande come il tavolo.
Formaggi e creme, salumi vari, verdure grigliate, olive e sottoli. Tutto rigorosamente sardo, servito sul carasau. Si ordina in due e si finisce in quattro.
Alla piastra, con il contorno del giorno. Il taglio grande è da 450 grammi: è quello che sul cartellone sta scritto alla voce cuore infranto.
Bovino sardo, pecora, cervo, bufalo: la carne si sceglie, il pane pure. Sono la ragione per cui mezza Cagliari sa dove sta il Foghorn’s.
Si trascina di lato, e si tocca una foto per vederla grande.
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| Lunedì | dalle 17:00 alle 02:00 |
|---|---|
| Martedì | dalle 17:00 alle 02:00 |
| Mercoledì | dalle 17:00 alle 02:00 |
| Giovedì | dalle 17:00 alle 02:00 |
| Venerdì | dalle 17:00 alle 02:00 |
| Sabato | dalle 17:00 alle 02:00 |
| Domenica | dalle 17:00 alle 02:00 |
Aperti tutti i giorni, dodici mesi l’anno. Nelle serate particolari e nei periodi di festa gli orari possono cambiare: per un tavolo grande, o per essere sicuri, conviene una telefonata.